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the cat came back | Game of Thrones
Trasposizione di un fantasy seriale.

La HBO da tempo oramai si è imposta come una delle più interessanti reti americane, quella che produce i migliori prodotti seriali in circolazione. Game of Thrones è un esempio più che calzante di come la serialità americana abbia raggiunto dei livelli di qualità che noi poveri mortali italiani nemmeno riusciamo a sognarci. Pure Il Signore degli anelli sembra un filmetto inutile in confronto al lavoro che è stato fatto per girare la prima stagione della serie ispirata ai romanzi di George R.R. Martin, Le Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Il paragone con la trilogia di Jackson è d’obbligo dato che orbitiamo all’interno dell’universo del fantasy. Lo spunto però ci serve principalmente da pretesto per iniziare a parlare della serie, che in realtà ha ben poco da spartire con la monumentale opera di Tolkien. Ne Le cronache, così come nella serie che vi si ispira, gli elementi del fantasy classico non sono infatti che marginalmente presenti. Non ci sono elfi, Gollum o nani delle montagne. Specialmente nella prima stagione (e di conseguenza nel primo libro, che in Italia è uscito in due volumi per Mondadori) gli unici elementi fantasy presenti li troviamo nei primi sette minuti del pilota e negli ultimi due della puntata finale. Nel mezzo vediamo invece intrighi di corte, raggiri e tranelli –  quando si gioca al gioco del trono è sempre meglio non essere delle pedine (cit. Petyr Ditocorto) – oltre a tanto, tanto sesso, ovviamente.

Giusto per fare un esempio il personaggio interpretato da Peter Dinklage, Tyrion Lannister aka. the Imp (il Folletto), viene mostrato per la prima volta nella serie mentre è intento a bere del gran alcool mentre una prostituta gli si sta prodigando in un lavoretto di bocca. Un’inquadratura che riesce a racchiudere pur nella sua brevità molte delle caratteristiche di un personaggio le cui peculiarità principali sono il costante bisogno di avere dell’alcool e delle belle donne a portata di mano, oltre a un’incredibile intelligenza (è tanto evidente che Tyrion è il mio preferito?).

Mi rendo conto di aver già scritto abbastanza e non avervi ancora minimamente parlato della trama, ma alla fine ritengo che farlo sia piuttosto inutile. La storia è intricata, una sorta di soap opera  medioevale con tanto sangue a abbellire il tutto, non saprei nemmeno da che parte iniziare, quindi mi affido a questo.

A me sinceramente interessa piuttosto parlare d’altro, ad esempio della sigla a cui vi rimando qua. Come ben saprete se conoscete un po’ la narrativa fantasy ogni libro di questo genere che si rispetti ha all’inizio o alla fine del volume una piantina. Sono mondi inventati e quindi è fondamentale per chi legge rendersi conto di come è strutturato l’universo in cui prendono vita gli eventi narrati. Le Cronache del ghiaccio e del fuoco non fanno eccezione: ci sono i Sette regni, la Barriera, Braavos, le terre dei cavalli, le isole d’estate, il mare stretto.

Così, dato che fornire una piantina agli spettatori della serie non era possibile, la sigla di Game of thrones rappresenta la mappa delle terre inventate da Martins. Partendo dall’Approdo del re con il simbolo dei Barateon, per andare a Grande inverno con il Metalupo e su fino alla Barriera controllata dai Guardiani della notte che proteggono i sette regni dai bruti e dagli estranei (una sorta di zombie più cattivi) eccetera, eccetera. Un colpo d’occhio assolutamente preciso sul mondo e le dinamiche di base della storia, dinamiche che si incasineranno non poco.

Se da una parte quindi vediamo ripresa una abitudine del fantasy cartaceo e inserita all’interno dell’universo seriale, dall’altro lato Martin sembra dovere molto alla serialità. Ora mi spiego. I libri sono costruiti secondo “punti di vista”, ogni capitolo è intitolato con il nome di uno dei personaggi principali, che viene seguito nelle sue vicende e nei suoi pensieri. La narrazione quindi procede per episodi in un certo senso separati.

Questa serie di romanzi sembra proprio essere costruita appositamente per un adattamento seriale piuttosto che cinematografico. Difatti Martin non ha mai voluto concedere i diritti al cinema. Da un certo punto di vista questo è spiegabile dal fatto che una serie come questa è talmente tanto piena di eventi che la riduzione delle novecento pagine del primo libro in due ore e mezzo di film avrebbe fatto sì che le ellissi e i tagli sarebbero stati brutali.

D’altro canto a mio avviso proprio nella struttura narrativa del libro troviamo elementi che lo rendono perfetto esclusivamente per una trasposizione televisiva in più puntate (anche se dieci non sono molte). Non a caso ho usato il termine soap opera (per quanto sia difficile accostarlo al fantasy), da cui pare in un certo senso riprendere l’andamento della narrazione. Per non parlare dei ripetuti cliffhanger a fine capitolo. Ci troviamo insomma d’innanzi a un fenomeno intertestuale molto più intricato della semplice trasposizione: piuttosto, la storia costituisce una sorta di partitura seriale che viene letta e interpretata da media differenti.

In conclusione che dire? la serie è figa, davvero tanto, ed è molto divertente. Cioè se poteste avere una sorta di Beautiful, ambientato in un medioevo fantasy, pieno di guerre, sangue, sesso e parolacce non vi strappereste i capelli pur di poterlo guardare?

 


 

Discussion

19 comments for “the cat came back | Game of Thrones
Trasposizione di un fantasy seriale.”

  1. Noi si ama Daenerys Targarjen. E Tyrion. Quanto mi berrei una birra con Tyrion.

    Posted by Manute | October 17, 2011, 10:26 am
  2. Me la farei anche io una birra con lui. Io personalmente amo anche Jon, e aspetto a nozze l’arrivo di Brienne nella prossima stagione.

    Posted by Marnie | October 17, 2011, 10:40 am
  3. quindi, fatemi capire. la ficosità risiederebbe nel fatto che il modello seriale della saga fantasy è qui tradotto nel formato soap opera, con l’aggiunta di quelle cosacce lì che fanno tanto HBO?

    no perché detta così non è che suoni proprio questa ficata fiammante.

    Posted by Folquet | October 18, 2011, 2:09 am
  4. No la figaggine sta nei personaggi che sono costruiti con maestria e interpretati da dio, sta nelle immagini che sono pensate per megatelevisori in hd e quindi ricche di dettagli, e nella struttura narrativa intricata ricca di colpi di scena.
    Io mi limitavo di proporre una riflessione laterale, osservazioni che nel corso dell’estate, leggendo i libri, mi erano venute in mente.

    Posted by Marnie | October 18, 2011, 8:57 am
    • mm. megatelevisioni in HD ricche di dettagli? oh, sarà che sto vivendo un momendo di veteromarxismo molesto, ma sta cosa continua a non convincermi.
      poi bon, non ho visto, dovrei solo tacere.
      però nel senso, da come ne parli mi sembra un po’ un’involuzione spettacolare e formulaica di un modello già ampiamente assodato ed esplorato (Tru:Blood). copritemi di caccapopò se dico scempiaggini, eh.
      comunque a me il fèntasi piace così.

      Posted by Folquet | October 18, 2011, 10:16 am
  5. No capisco i tuoi dubbi. Quando me ne hanno parlato per la prima volta non mi convinceva ma poi è diventata una droga. Con Tru blood ha pochissimo a che fare comunque. Le uniche cose che hanno in comune sono che entrambe vengono prodotte da HBO e che sono tratte da romanzi. Non ho mai letto quelli a cui si ispira la serie vampiresca quindi magari sto per dire una cagata, ma credo che a differenza di questa serie, in GoT non viene romanzato nulla. È un adattamento assai fedele ai libri (tranne per l’eta dei personaggi) e quindi il bello è proprio lì… È fantasy all’ennesima potenza. Martin scrive da dio e si sente tutto il suo immaginario nella serie. E quelle immagini che tu un po’ guardi con sospetto sono di altissima qualità e assolutamente funzionali alla costruzione del mondo creato da Martin.

    Posted by Marnie | October 18, 2011, 10:41 am
  6. scusate signori …. scusate i francesismi che userò … poche palle. Game of thrones è una figata mondiale. Parla uno che non ama i fantasy … ma diamo a cesare quel che è di cesare. La televisione americana (hbo, showtime, abc etc) rappresentano oggi la fabbrica di sogni che era hollywood negli anni 50 … storie belle, innovative.
    Posso citare almeno, e dico almeno, 5 serie tv capolavoro. Ma non posso fare altrettanto col cinema. O meglio si posso , trovare 5 film capolavoro, ma degli ultimi 15/20 … good marnie

    Posted by Nate | October 18, 2011, 12:59 pm
    • sì ma io non dico di no, neh.
      dico solo che a leggere qui trovo un sacco di entusiasmo da fans, ma, ripeto, nulla di nuovo rispetto a quella che ormai possiamo iniziare a chiamare la stagione d’oro del fenomeno, suppergiù un quattro-cinque anni fa. se poi mi sbaglio illuminatemi, però Nate, questa stessa cosa che stai dicendo tu – ti giuro, la stessa – la sentivo dire nei corridoi della Statale sei anni fa precisi. quindi boh, non è che mi aiuti particolarmente a capire.

      Posted by Folquet | October 18, 2011, 5:28 pm
    • 5 film capolavoro dell’anno:

      Tree of Life
      Another Day
      Cut
      Faust
      il quinto mi manca perché devo ancora recuperare Melancholia e Habemus Papam.
      MAI stato al cinema per bombarmi una tipa anche perché è IMPOSSIBILE limonare davanti ai film che vedo solo io e altri quattro-cinque cinefili sfigati e dissociati presenti essenzialmente nel triangolo Parigi-San Francisco-New York.
      MAI fregato niente delle serie TV a parte: Twin Peaks, Dream On e Breaking Bad.
      E ora per separarmi sempre un po di più dal Mondo Reale, mi sparo Chelsea Girls di Warhol che dura quanto 4 episodi di GoT ma dove non succede NIENTE.
      Apposto.

      Posted by Mark Frechette | October 18, 2011, 7:31 pm
  7. mi fa piacere sapere a non essere l’unico pirla a pensare queste cose. Facciamo un distinguo netto. Critica e Fan. Per il cinema il discorso è a senso unico. Esiste una critica, esiste lo spettatore culto e interessato di cinema – tipo 1% della popolazione mondiale -, ma anche e SOPRATTUTTO lo spettatore sporadico che va al cinema con la ragazza, non tanto per apprezzare il contesto filmico,ma piuttosto per bombarsi la tipa di turno a fine serata. Quello che per intenderci va al cinema a cazzo di cane (ed è un suo sacrosanto diritto). Ma non esiste il fan. Ti piace Tarantino ma non sei un suo fan in senso stretto … e via discorrendo.
    La serialità, che come tutti ben sappiamo trae la propria linfa vitale dai FAN – du iu rimember star trek????-, negli ultimi anni questa ha saputo sfruttare l’onda della popolarità, fruibilità e spt quella della qualità. E bada bene un film merdoso lo vedi anche solo per giustificare il fatto di aver pagato 8 fottuti euro, la serie, se fa cagare, spegni la tv alla seconda puntata e tanti saluti al “pistillo”…Non a caso troviamo la maggior parte degli invesitmenti in questo campo. No posso credere a un puro caso se attoroni come K.Winslet, William H. Macy, Gary Senise etc hanno accettato incarichi televisivi? Prima lavorare in Tv era un ripiego per attori e maestranze, ora è un lusso, e la gente venderebbe propria madre per entrare nel giro. In tutto ciò girano più soldi, più storie BELLE e maggiore visibilità … Una puntata di game of thrones costa all’incirca 1,5/2 mln $ e se hanno portato avanti un intera stagione e ne sono previste almeno altre 3 da 13 puntate l’una un motivo ci sarà. Sarà anche che lo spettarore sta iniziando a capire la differenza tra Chips e Mad Men? senza nulla togliere a supergayponcharello …

    Posted by Nate | October 18, 2011, 6:56 pm
  8. Siete bellissimi, vi prego, continuate!

    Posted by zampa | October 19, 2011, 12:04 am
  9. Mangiarane la tua frase “mai andato al cinema per bombarmi una tipa” è stata messa a verbale e depositata agli atti. E qui mi fermo. Comunque te di warhol ti vedi in loop dalla nascita Mario Banana.

    Posted by Il cattivo | October 19, 2011, 8:35 am
  10. concordo con Nate praticamente su tutto. Le pratiche di fidelizzazione sono assolutamente centrali nella serialità. Non concordo totalmente sul discorso degli attoroni, ma forse solo perché se penso a Mieldred Pierce (e pure al fatto che da noi passa su SKY cinema che è stato proiettato a Venezia e che qua a Bologna daranno le cinque puntate in una serata unica al Lumiere), mi viene erroneamente da concepirlo come prodotto cinematografico più che seriale.

    Posted by Marnie | October 19, 2011, 12:15 pm
  11. C’è Sean Bean nella parte di Sean Bean come in Black Death dai, non puoi dirmi che non ci sono attoroni.
    E’ una partita vinta…come quella di Nino Frassica nei panni di Nino Frassica in The Tourist!

    Posted by Il Cattivo | October 19, 2011, 12:27 pm
  12. non dico che non ci sono attoroni, solo che non mi pare che sia una cosa legata alla nuova serialità. insomma secondo me è una pratica consolidata da tempo, ovviamente l’importanza delle nuove serie ha portato a trovare più nomi grossi sul grande schermo, ma non ci vedo niente di particolarmente nuovo.

    Posted by Marnie | October 19, 2011, 12:32 pm
    • eh, ma infatti è proprio qui che sta la mia obiezione: nuova serialità? Ma ne parliamo da quasi un decennio ormai. E se non ricordo male, Bucky diceva qualcosa di simile già qui.

      tanto per chiarirci, la mia posizione è un po’ quella che avevo accennato a proposito di Super 8. mi sbaglierò, ma l’impressione è che sia in atto una sorta di rimediazione inversa, un processo di rientro, di riassorbimento della ‘frangia ribelle’ all’interno dei formati cinematografici tradizionali. In questo senso, Mildred Pierce mi sembra emblematico dello stato di cose: una prospettiva – come tu stessa noti – molto poco ‘nuovo-seriale’.

      Posted by Folquet | October 19, 2011, 10:39 pm
      • Ma a me questi discorsi mi paiono utili come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina. Il fatto che siano dieci anni che parliamo di nuova serialità è ininfluente. Insomma, queste serie hanno dei livelli qualitativi incredibili e e vero quello che dice Nate, che oramai in un certo qual modo la serialità è divenuta la fabbrica dei sogni che un tempo era la hollywood classica. Osservazione che non fa altro che rimandare al fatto che i fenomeni intertesfuali e di rimediazione tra i due mezzi oramai sono tali da rendere difficile una definizione chiara e precisa dei fenomeni in atto. Se negli ’80 ancora non si era verificata una completa fusione, dalla metà dei ’90 in poi l’interconnessione tra i due media si è ultimata. Insomma, a volersi mettere a fare i distinguo si finisce solo col restare legati a delle concezioni estetiche e di gusto che non paiono essere adeguate alla lettura di ciò che ora come da quindici anni a questa parte, l’industria culturale è diventata. Possiamo chiamarla “nuova” o “non più tanto nuova” serialità, per quanto mi riguarda è irrilevante.
        GoT è figa in quanto è girata, scritta e interpretata bene bene e riesce a meraviglia a creare dei meccanismi di fidelizzazione. I costi sono quelli di una produzione cinematografica e anche vari attori hanno lavorato prima al cinema (e continuano a farlo), tuttavia per quanto ci siano diversi aspetti “cinematografici”, siamo davanti a una serie che non potrebbe mai essere portata al cinema (anche se in America le prime proiezioni sono state fatte in sala) perché il formato e il tipo di storia non permette questo tipo di riduzione. E quindi? GoT è una serie realizzata con in controcazzi e proprio per questa qualità “cinematografica” è davvero figa.
        Oddio temo di aver scritto troppo e aver divagato, ma scrivo dall’iphone e non riesco a rileggere quindi, amen!

        Posted by Marnie | October 19, 2011, 11:01 pm
  13. . Esiste una critica, esiste lo spettatore culto e interessato di cinema – tipo 1% della popolazione mondiale

    mark … tu infatti studi cinema, sei interessato al cinema , sei un tipo sveglio e di buona cultura. Ma se metti così le mani avanti giustificandoti a un’accusa mai fatta, allora inizio a pensare che sia tuo costume abituale farlo…
    nonostante tu sia un cugino transalpino, nonostante le tue dubbie fedi calcistiche, ho stima di te e ti ho inserito in quel 1% quindi ringraziami e supporta ogni tanto la squadra per cui tifo come favore di stima. Non discuto il tuoi gusti .. sono tutti film validi quelli che hai scritto non lo metto in dubbio, ma ho un’obiezione sul significato di capolavoro. Il capolavoro me lo sparo quando ho voglia. oltre a essere un prodotto spettacolare su tutti i fronti è anche un qualcosa che ti compri e ti sbatti sul dvd di casa nei sabati sera in cui vorresti bombare ma non puoi. Quindi io mi sparo apocalypse now, un mercoledì da leoni (tanto per osare), quei bravi ragazzi the blues brothers … porca troia frechette…. non dirmi che tu il sabato sera di spareresti quel sufflone intergalattico (fatto bene per l’amor di dio) di THE TREE OF LIFE o Faust .. …. sega mentale di immagini montate e tecnicamente perfette e copione di 3 pagine non è necessariamente sinonimo di capolavoro. Ti annuncio che Habemus Papam è bello, l’ho anche recensito, per la serie scripta manent, ma porca troia sfido chiunque a dire che è un capolavoro ….. il capolavoro cinematografico viene una volta ogni lustro se va bene.
    Per quanto riguarda la serialità hai l’imbarazzo della scelta: soprano, si feet under, mad men, game of t, sex and the city, boardwalk …. è una terra molto ricca. Ma se preferisci il grande schermo va alla grande, ma per favore, il giorno che con la tua tipa ti vedi sul divano di casa tua THE TREE OF LIFE invece di how i met your mother o mad man dimmeno ti prego. e dimmi anche come finisce la serata. se te la stantuffi sul divano durante titoli di coda con il film di malick vuol dire che sei un capo e puoi dirmi che la serialità è merda senza che io controbatta.
    alez

    Posted by Nate | October 19, 2011, 1:36 pm
    • avevo un sacco di cose intelligenti da ridire, ma

      ma per favore, il giorno che con la tua tipa ti vedi sul divano di casa tua THE TREE OF LIFE invece di how i met your mother o mad man dimmeno ti prego. e dimmi anche come finisce la serata. se te la stantuffi sul divano durante titoli di coda con il film di malick vuol dire che sei un capo e puoi dirmi che la serialità è merda senza che io controbatta.

      qui hai vinto tutto, e taccio.

      Posted by Folquet | October 19, 2011, 10:33 pm

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